TIMELESS RITRATTI TRA RIGORE FIAMMINGO E SPIRITUALITÀ CONTEMPORANEA
Il Museo Diocesano di Genova e la Fondazione San Lorenzo impresa sociale in collaborazione con la Galleria VisionQuesT 4rosso, presentano una mostra fotografica dell’artista olandese Danielle Van Zadelhoff.
L’esposizione, a cura di Clelia Belgrado e Paola Martini mette l’accento sulla dimensione atemporale di queste immagini fotografiche, in cui la luce e la sua assenza giocano un ruolo fondamentale. Proprio la gestione di queste due fondamentali condizioni rappresenta la connessione tra questi ritratti contemporanei e le raffinate opere dei pittori fiamminghi del 600. Gli straordinari effetti creati dall’uso della luce e la “gestione” del chiaroscuro, elemento connotante la pittura fiamminga, vengono qui riproposti in immagini straordinariamente attuali, quasi fuori dal tempo.
Danielle van Zadelhoff nasce nel 1963 ad Amsterdam, in Olanda; vive e lavora ad Eeklo in Belgio. Cresciuta in una famiglia molto attenta all’arte, con un padre che é stato anche pittore e scultore, tramite il fotografo Leopold Beels van Heemstede la fotografia entra nella sua vita. Ispirata dai grandi temi della vita, nelle sue immagini cerca di catturare elementi quasi impercettibili, ma sempre presenti. In alcune sue opere il tema della religione è molto evidente, dichiara infatti: “Sono cresciuta in una scuola protestante con una nonna cattolica e un padre umanista”. Ha al suo attivo numerose mostre collettive e personali, e partecipazioni in fiere internazionali quali Paris Photo e Photo London. Le sue opere sono presenti nelle collezioni di vari musei fra i quali il Musea Brugge Belgio, CAC Malaga Spagna, MIT Boston USA, Reith Hoffman USA, Pio Monte della Misericordia, Napoli, Stads Museum Harderwijk, Museul National de ARTA Bucarest, 212 Photography Istanbul.
Nelle sue opere una rigorosa impostazione compositiva e la cura meticolosa di ogni dettaglio, uniti ad una ricerca luministica particolarmente accurata. I diversi ritratti, in cui alcuni modelli sono abbigliati per richiamare le figure dei dipinti di ambito fiammingo tra XVI e XVII secolo, sono anche testimonianze universali e simboliche di sentimenti e stati d’animo che appartengono alla nostra vita: la solitudine, la vulnerabilità, le emozioni pure e crude della quotidianità. Ogni ritratto colpisce lo sguardo per l’intensità emotiva e per la contemporaneità dei volti, in cui arricchita da quei piccoli dettagli e segni, lividi e tatuaggi sulla pelle che l’artista lascia come segni del nostro quotidiano imperfetto.
La mostra si svilupperà nelle nuove tre sale espositive e in parte all’interno del percorso tradizionale, facendo dialogare, dove possibile, le fotografie con opere della collezione.
Sarà aperta al pubblico in orario di museo (www.museodiocesanogenova.it) e visitabile tramite acquisto del biglietto d’ingresso (8 Euro, 6 Euro per ridotti e associazioni).
In occasione della mostra dedicata a Van Dyck l’Europeo, è stata attivata una riduzione reciproca sul biglietto di ingresso per chi si presenterà esibendo il tagliando d’ingresso di una delle due iniziative espositive.












