{"id":5894,"date":"2019-12-03T09:30:03","date_gmt":"2019-12-03T09:30:03","guid":{"rendered":"https:\/\/www.visionquest.it\/?p=5894"},"modified":"2022-11-29T15:42:42","modified_gmt":"2022-11-29T15:42:42","slug":"guia-besana-carry-on","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/2019\/12\/03\/guia-besana-carry-on\/","title":{"rendered":"Guia Besana &#8211; Carry On"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: center;\">Vernissage: sabato 7 dicembre, 2019 dalle 18.30<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Sar\u00e0 presente l&#8217;artista<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\">Sede: VisionQuesT 4rosso<br \/>\nPiazza Invrea 4 r, 16123 Genova<br \/>\nContatti: +39 010 2464203\u00a0 +39 335\u00a0 6195394 info@visionquest.it<br \/>\nOrario: dal martedi al sabato 15.00 \u2013 19.00 e su appuntamento<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5897 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/COPERTINA-CARRY-ON-1.jpeg\" alt=\"\" width=\"525\" height=\"395\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/COPERTINA-CARRY-ON-1.jpeg 1274w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/COPERTINA-CARRY-ON-1-300x226.jpeg 300w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/COPERTINA-CARRY-ON-1-768x579.jpeg 768w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/COPERTINA-CARRY-ON-1-1024x772.jpeg 1024w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/COPERTINA-CARRY-ON-1-200x151.jpeg 200w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/COPERTINA-CARRY-ON-1-800x600.jpeg 800w\" sizes=\"(max-width: 525px) 100vw, 525px\" \/><\/p>\n<p>La fotografia non semplicemente come strumento per restituire una realt\u00e0 n\u00e9 per sintetizzare immagini del tempo, ma anche per voler aggiungere un capitolo ad un percorso pi\u00f9 ampio di ricerca personale con il quale consegnare esperienze autobiografiche traducendole in temi universali.<\/p>\n<p>Guia Besana riguardando i filmini super8 della sua infanzia e soffermandosi sul rivedere una scena dove lei viene trascinata da sua madre attraverso la pista e poi sull\u2019aereo che scompare nel cielo, vuole rappresentare la paura di volare ma nel senso pi\u00f9 profondo: la paura universale di non avere il controllo sul tempo.<\/p>\n<p>Le sue immagini congelano \u201cframes\u201d di una narrativa pi\u00f9 estesa quasi fossero frammenti di un film. In queste scene si percepiscono due tempi: un tempo dilatato nel quale i soggetti\/oggetti vengono messi in scena in situazioni riflessive o immobili e un tempo pi\u00f9 precipitoso nel quale i soggetti\/oggetti vivono in uno stato di ansia o pericolo lasciando allo spettatore la libert\u00e0 di interpretare la storia e collegarsi.<\/p>\n<p>C\u2019\u00e8 qualcosa di solenne nell\u2019atto di volare che conduce i pensieri in universi pi\u00f9 personali ed intimi. Trasportiamo le nostre emozioni, le nostre vite e un bagaglio a mano dentro a un aereo. Ci sediamo fra estranei e lasciamo che le nostre percezioni vagabondino in diverse direzioni lasciando centrale l\u2019idea di \u201ctempo\u201d.<\/p>\n<p><strong>Scrive Viana Conti nel testo del catalogo che accompagna la mostra e che verr\u00e0 presentato durante il Vernissage:<\/strong><\/p>\n<p>\u201cCon la sua personale <em>Carry On,<\/em> Guia Besana, Canon Ambassador dal 2016, restituisce in mostra, come nelle tessere di un mosaico, le proiezioni di un immaginario femminile in volo. Il suo mondo \u00e8 quello della <em>staged photography<\/em>, quel mondo, ovvero, che urge nella mente dell\u2019artista e che, a partire dall\u2019inizio della <em>mise en place <\/em>dei suoi componenti<em>,<\/em> trasforma progressivamente l\u2019illusione di un set artificiale in realt\u00e0: in un\u2019opera potenzialmente in grado di suscitare emozione sensoriale in chi la guarda. Le chiedo al primo approccio: <em>in che cosa ti senti artista contemporanea? Nella qualit\u00e0 e comunicativit\u00e0 della mia finzione, <\/em>mi risponde.<\/p>\n<p>[..] Il titolo <em>Carry On<\/em> della mostra realizzata per la gallerista Clelia Belgrado oscilla tra il senso letterale di <em>bagaglio a mano <\/em>e quello metaforico di un viaggio interiore in cui si affollano sensazioni di paura, di carattere contingente dovuto alle condizioni del volo, e proiezioni in un futuro visionario in cui, con passeggeri sconosciuti, si possa condividere la casualit\u00e0 degli incontri e il sentimento di un\u2019intensa avventura collettiva. Osservando le labbra dischiuse della bella donna, dai grandi occhi azzurri, sembra proprio di sentirle sussurrare <em>Together Forever\u2026<\/em>insieme per la vita.<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-5912 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/The-Conversation-2.jpg\" alt=\"\" width=\"524\" height=\"393\" \/><\/p>\n<p>Che la protagonista di queste proiezioni oniriche sia una giovane donna \u00e8 immediatamente percepibile dalla tipologia degli oggetti personali sparsi sopra o ai piedi del sedile dell\u2019aereo, sul rosa, morbido tessuto operato: borsette, un portacipria aperto, una collana madreperlacea, vari accessori di cosmetici, un reggiseno azzurro con pizzo francese <em>valencienne <\/em>bianco, una sacca color panna, lo spigolo scuro dell\u2019immancabile bagaglio a mano, che intitola la mostra e il contesto. A giudicare dal bicchiere rovesciato, da una bottiglia di alcolici quasi vuota, non sono mancati neppure i tipici generi di conforto serviti su un aereo di linea. Accanto, tuttavia, a questo piccolo arsenale scomposto di oggetti d\u2019affezione e seduzione, emergono, a un secondo sguardo, altri particolari, questa volta inquietanti, riflettenti un\u2019inconfessata tensione della viaggiatrice. Si tratta dei mozziconi di sigarette addensati su un portacenere, di un simbolico <em>puzzle <\/em>con tasselli sparsi sulla moquette di un ritratto di donna dal volto allarmato, in parte scomposto in tessere. Nonostante il sorriso o il sonno dei compagni di viaggio, aleggia un senso di precariet\u00e0 diffusa.<\/p>\n<p>Nel linguaggio di Guia Besana non parlano solo i dettagli, ma anche i segni, le posture, la scelta degli abiti, i tessuti, le prospettive delle riprese fotografiche, i primi piani e gli sfondi. Parla l\u2019immobilit\u00e0, senza racconto, di oggetti e figure congelate in <em>freeze frame<\/em> in cui, imprevedibilmente, un soffio di vento solleva il bordo del vestito di organza della bionda <em>Ragazza gialla\/Yellow Girl<\/em> che, accanto alla carcassa abbandonata del velivolo, si sgancia, con lo sguardo perso nel vuoto, la cintura di sicurezza, lasciandosi poi cogliere anche di schiena. Il racconto \u00e8 nei suoi occhi assorti, sulle labbra inerti, nel degrado e nelle ossidazioni dell\u2019immane corpo d\u2019acciaio del reperto aereo che le sta al fianco e alle spalle. A ben guardare, si scopre spesso nelle <em>mise en sc\u00e8ne<\/em> di Guia Besana la ricerca di mimetismo tra figure, ambiente, abiti, questi ultimi sovente in organza e a fiorami. <em>Una prospettiva diversa<\/em> intitola il relitto di un grande aereo di linea atterrato sui cespugli incolti di un campo in aperta campagna o ai margini di una citt\u00e0. La sua presenza imponente, al centro della scena, cerca lo sguardo dello spettatore con tutta una potenzialit\u00e0 inquietante e incongrua insieme, come un grande totem eretto al dio dell\u2019aerodinamica. Nell\u2019opera di questa artista convivono le componenti, di ascendenza freudiana, del Perturbante\/<em>Das Unheimliche<\/em>, e quella di un\u2019autoironia, presente in grandi registi cinematografici come Alfred Hitchcock. Si caricano, infatti, di un sottile humour certe sue <em>staged photography <\/em>di shock quotidiani come un inciampo sulle scale, deliri visionari come nell\u2019opera in mostra <em>Sweet,<\/em> che presenta un ammaraggio, in aperto oceano, di una giovane donna in sottoveste con tanto di paralume e divano al seguito, o ancora in <em>Him me and you<\/em> l\u2019autoidentificazione della fotografa stessa in un pilota in rigorosa uniforme, ma con la sua capigliatura bionda. Ironico anche il titolo <em>The Conversation <\/em>tra due donne di generazione diversa: nella proiezione immaginaria quella di una nonna morta a 97 anni senza aver mai volato n\u00e9 superato la paura del volo, e quella di sua nipote, l\u2019artista nella fattispecie, entrambe in abiti accuratamente <em>d\u00e9mod\u00e9s<\/em>, con borsette in <em>nuance<\/em>, pettinate con lo stesso chignon, in posizioni semifrontali o di schiena, poi simmetricamente ribaltate, riprese in un campo selvatico davanti al nostro monumentale relitto aereo abbandonato. Ancora proiezioni di un ego visionario e desiderante in <em>Whimsy<\/em>: una candida scia di condensazione che attraversa un cielo azzurro, in assenza dell\u2019aereo svanito tra le nuvole, mentre in <em>Wish On Snow<\/em> si intravedono, in un campo innevato, resti di difficile identificazione<em>. <\/em>Sempre resti sono la collana\/<em>Necklace<\/em> appesa a un tubicino della carcassa dell\u2019aeromobile o quelli di <em>The Red Tray<\/em>, il vassoio rosso di un pasto bruscamente interrotto da un incidente su un terreno di possibile natura vulcanica. Quando l\u2019avvenente hostess, che avanza con una bibita rossa sul vassoio, si presenta virtualmente ai viaggiatori dicendo <em>My name is my name<\/em>, non fa altro che annunciarsi con la locuzione tautologica<em> il mio nome \u00e8 il mio nome<\/em>, niente di pi\u00f9 di due frasi ripetute che ne cancellano l\u2019identit\u00e0 personale e la confermano come vuota icona di un servizio.<\/p>\n<p><em>Hai sperimentato<\/em> &#8211; le chiedo &#8211;<em> il bianco e nero? S\u00ec &#8211; <\/em>risponde<em> &#8211; agli inizi, quando fotografavo le presenze quotidiane della mia vita, ma presto ho sentito l\u2019esigenza di metterle in scena con i colori della realt\u00e0. <\/em><\/p>\n<p>Negli scenari delle sue simulazioni \u00e8 leggibile una componente performativa, un\u2019azione ibernata, un\u2019innaturale perdita dei sensi in un sonno simile spesso al deliquio, talvolta perfino alla morte per avvelenamento. Quando realizza una <em>fiction, <\/em>una<em> staged photography, <\/em>un<em> set <\/em>digitale, \u00e8 la sua realt\u00e0 che propone all\u2019osservatore, mentre quando realizza un <em>reportage <\/em>\u00e8 la realt\u00e0 esterna che riprende, mediata, ovviamente, dalla modalit\u00e0 del suo sguardo e dalla sua fotocamera.<\/p>\n<p>Sue opere spesso presentano atmosfere velate di malinconia, rinvianti a un isolamento della persona, a un affollarsi di immagini e film mentali assimilabili all\u2019opera fotografica dello statunitense Gregory Crewdson, ma con un suo apporto autoironico, mentre in altre serie inserisce parti geometriche specchianti per ricostruire una sorta di automa femminile dal corpo in frammenti, condividendo virtualmente l\u2019immaginario creativo dell\u2019olandese Vivian Sassen. Le chiedo ancora: <em>cosa ti emoziona del tuo lavoro? Il momento in cui <\/em>&#8211; risponde<em> &#8211; a opera finita, mi rendo conto, con sorpresa, che quanto non riuscivo a formulare razionalmente mi viene restituito dagli oggetti che ho assemblato sulla spinta di pulsioni inconsce.<\/em><br \/>\nGuia Besana afferma di vivere il linguaggio fotografico come la scrittura <em>in progress<\/em> di un suo diario. Concludo chiedendole: <em>riesci a conciliare nella tua opera il concetto con l\u2019estetica?<\/em>\u00a0 <em>S\u00ec <\/em>&#8211; mi risponde \u2013 <em>equilibrandoli in un punto sospeso nell\u2019indecidibile.\u201d<\/em><\/p>\n<div id='gallery-1' class='gallery galleryid-5894 gallery-columns-5 gallery-size-thumbnail'><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a title=\"01_Lady Waiting\" href='https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/01_Lady-Waiting.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"100\" src=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/01_Lady-Waiting-100x100.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Lady Waiting\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/01_Lady-Waiting-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/01_Lady-Waiting-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/01_Lady-Waiting-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a title=\"08_Together forever 5f\" href='https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/08_Together-forever-5f.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"100\" src=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/08_Together-forever-5f-100x100.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Together forever\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/08_Together-forever-5f-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/08_Together-forever-5f-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/08_Together-forever-5f-1600x1594.jpg 1600w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/08_Together-forever-5f-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a title=\"19_Necklace\" href='https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/19_Necklace.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"100\" src=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/19_Necklace-100x100.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"Necklace\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/19_Necklace-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/19_Necklace-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/19_Necklace-1600x1594.jpg 1600w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/19_Necklace-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a title=\"17_The Yellow girl\" href='https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/17_The-Yellow-girl.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"100\" src=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/17_The-Yellow-girl-100x100.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"The Yellow girl\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/17_The-Yellow-girl-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/17_The-Yellow-girl-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/17_The-Yellow-girl-1600x1594.jpg 1600w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/17_The-Yellow-girl-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure><figure class='gallery-item'>\n\t\t\t<div class='gallery-icon landscape'>\n\t\t\t\t<a title=\"23_The Conversation2\" href='https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/23_The-Conversation2.jpg'><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"100\" height=\"100\" src=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/23_The-Conversation2-100x100.jpg\" class=\"attachment-thumbnail size-thumbnail\" alt=\"The Conversation\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/23_The-Conversation2-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/23_The-Conversation2-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/23_The-Conversation2-1600x1594.jpg 1600w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2019\/12\/23_The-Conversation2-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 100px) 100vw, 100px\" \/><\/a>\n\t\t\t<\/div><\/figure>\n\t\t<\/div>\n\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><u>Informazioni tecniche:<\/u><\/p>\n<p>&#8211; Stampe ai pigmenti su carta fine art Hahn\u00ebmuhle Photo Rag, dibond e cornice<\/p>\n<p>cm 62&#215;82 e cm 92&#215;122, edizione di 7 esempla<\/p>\n<p>&#8211; Light Box cm 95x125x10, edizione di 3 esemplari<\/p>\n<p><u>Biografia<\/u><\/p>\n<p>Guia Besana &#8211; 1972, fotografa italiana attualmente vive e lavora a Barcellona, Spagna. Dopo studi in media e comunicazione a Torino, dal 1994 si dedica esclusivamente alla fotografia e nel 2004 si trasferisce a Parigi. Con un particolare interesse al tema dell\u2019identit\u00e0 e al mondo femminile viaggia in diversi paesi e entra a far parte dell\u2019agenzia Anzenberger nel 2005. Nel 2013 diventa membro della galleria Anzenberger con la serie \u00ab Under Pressure \u00bb e nel 2016 diventa membro della galleria 1968 (Londra). Il suo lavoro \u00e8 regolarmente pubblicato su riviste e blog internazionali: New York Times,Newsweek,Huffington Post,Marie Claire,Vanity Fair,Le Monde, Courrier International, D di Repubblica, IO Donna, Esquire, CNN blog &#8230; Il suo lavoro \u00e8 stato riconosciuto da numerosi premi internazionali: MIFA Moscow, Los Angeles LADCA, GRIN, MarieClaire International Award, AI AP, PWP &#8211; Professional Women Photographers, Julia Margaret Cameron Award , finalista al premio Leica Oskar Barnack. Con il suo progetto personale Baby Blues nel 2012 vince il premio Amilcare Ponchielli Grin e inizia a realizzare serie fotografiche di fiction. Le sue immagini sono state esposte in Virginia (Stati Uniti), Los Angeles (Stati Uniti), New York (Stati Uniti), Buenos Aires (Argentina), Italia, Francia, Spagna e Malesia. Guia Besana \u00e9 Canon Ambassador dal 2016 e dal maggio 2019 \u00e8 rappresentata in Italia dalla VisionQuesT 4rosso.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vernissage: sabato 7 dicembre, 2019 dalle 18.30 Sar\u00e0 presente l&#8217;artista Sede: VisionQuesT 4rosso Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova Contatti: +39 010 2464203\u00a0 +39 335\u00a0 6195394<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":6017,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5894"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=5894"}],"version-history":[{"count":12,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5894\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":6731,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/5894\/revisions\/6731"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6017"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=5894"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=5894"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=5894"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}