{"id":3988,"date":"2017-11-24T17:03:41","date_gmt":"2017-11-24T17:03:41","guid":{"rendered":"http:\/\/www.visionquest.it\/?p=3988"},"modified":"2018-03-12T13:10:22","modified_gmt":"2018-03-12T13:10:22","slug":"nicolo-paoli-materiali-nudi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/2017\/11\/24\/nicolo-paoli-materiali-nudi\/","title":{"rendered":"Nicolo&#8217; Paoli <br> Materiali Nudi"},"content":{"rendered":"<p>Opening: Sabato 2\u00a0 dicembre 2017 dalle 18.00<\/p>\n<p>Periodo: 5 dicembre 2017 \u2013 3 febbraio 2018<br \/>\nSede: VisionQuesT 4rosso contemporary photography, piazza Invrea 4r, 16123 Genova<br \/>\ntelefono: +39 010 2464203, +39 335\u00a0 6195394<br \/>\nOrario:\u00a0dal martedi al sabato 15.00 \u2013 19.00 e su appuntamento<br \/>\nPer informazioni: info@visionquest.it<br \/>\nSar\u00e0 presente l&#8217;artista<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-3990 aligncenter\" src=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/CAT0883-bassa-r-200x300.jpg\" alt=\"\" width=\"221\" height=\"332\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/CAT0883-bassa-r-200x300.jpg 200w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/CAT0883-bassa-r-768x1154.jpg 768w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/CAT0883-bassa-r-681x1024.jpg 681w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/11\/CAT0883-bassa-r-133x200.jpg 133w\" sizes=\"(max-width: 221px) 100vw, 221px\" \/><\/p>\n<p>Nicol\u00f2 Paoli (1980, Mirandola, Modena, risiede e lavora a Genova), fotografo irrefrenabile del nudo femminile in bianco e nero, prevalentemente, artista tendente agli eccessi, a spezzare schemi comportamentali convenzionali, affronta una mostra come azione liberatoria del suo immaginario e, insieme, delle sue ossessioni.<br \/>\nNella personale, significativamente intitolata <em>Materiali Nudi<\/em>, sono le forme di giovani donne che modellano il vuoto che le circonda. Sono corpi di luce e ombra che costruiscono uno spazio per danzarvi. Si coglie in questi scatti l\u2019esperienza dell\u2019artista anche sull\u2019area del disegno, della pittura, della videoinstallazione. Certamente, le sue opere sono icone di una societ\u00e0 occidentale contemporanea, basata sull\u2019emancipazione della donna, su canoni estetici e fisici femminili appartenenti all\u2019oggi. Niente specchi, tacchi a spillo, calze nere autoreggenti, set che riprendano, negli arredi e nei dettagli, profumate atmosfere da <em>boudoir<\/em> parigino o ritraggano erotiche raffinatezze alla Helmut Newton, oppure la donna come strumento sessuale, ma, come dice il titolo, <em>Materiali Nudi. <\/em>Nudit\u00e0 sempre esplicite e provocanti, ma colte in una dimensione atemporale, in ambienti impreparati, imperfetti, con chiazze d\u2019acqua, cavi elettrici, pavimenti da ripulire, in cui ineliminabile \u00e8 l\u2019irruzione della realt\u00e0, del caso, dell\u2019imprevisto.<br \/>\nLo sguardo del fotografo su un\u2019integrale nudit\u00e0, anche quando, nella posa, la modella nasconde il volto, diventa uno scambio, una scelta espressiva tra due soggetti consapevoli, di cui la figura forte non \u00e8 necessariamente quella maschile. In questi ritratti della donna, in equilibrio tra condizione apollinea e dionisiaca, se \u00e8 il vuoto che ne modella le forme, \u00e8 il caos che le genera, quali nietzschiane <em>stelle danzanti<\/em>.<br \/>\nSu un pube possono fiorire orchidee, rammentando, come in Mapplethorpe, che i fiori sono gli organi sessuali delle piante, e che sessualit\u00e0 e bellezza possono dialogare e scambiarsi potenzialit\u00e0 attrattive e comunicative. Sono forme scaturite da un flusso di memoria, dalla statuaria del tempo, da corpi che vivono la durata interminabile di uno scatto. Sono presenze di luci e ombre che entrano ed escono silenziosamente, seducentemente, dal cerchio dell\u2019apparire e dello scomparire. Sono memoria di una pellicola che \u00e8 tramontata come processo, entrando nella dimensione immediata del digitale, uscita dalle alchimie dello sviluppo e della stampa ai sali d\u2019argento. Sono scatti di giovani corpi ora immobili ora danzanti, sono la cattura immediata di forme femminili senza volto, immerse in uno spazio improvvisato, sottratto ad un possibile set in cui collocarle, sono espressioni di uno sguardo che, cogliendo l\u2019istante, rappresenta un ricordo, un percorso antico della memoria. Sono presenza e assenza al momento stesso, esaltazione e struggimento per la forma inafferrabile e inarrestabile della bellezza.<br \/>\nI lavori in mostra di Nicol\u00f2 Paoli sono sculture di pieghe, superfici di contrasti: corpi di plasticit\u00e0 brancusiana, mooriana, arpiana, nei volumi sferici, nella dinamica lineare della curva, nel gioco del chiaroscuro, nell\u2019intensit\u00e0 del rapporto luce-ombra. Percepibile nelle sue\u00a0 opere \u00e8 la tendenza all\u2019astrazione, alla linearit\u00e0 dei contorni che racchiudono il volume, all\u2019efficacia delle pose che esaltano il movimento. La pienezza di un corpo \u00e8 contemplata, dall\u2019osservatore esterno, nel divenire della forma. Nell\u2019opera di questo artista, accanto alle immagini<em>, <\/em>anche i materiali di supporto rivestono un ruolo di primo piano, non solo a livello estetico-sensoriale, ma anche processuale. Su fondi metallici, la pelle della fotografia si trasforma nel tempo, diventa oggetto sensibile, lasciando affiorare ossidazioni, incrostazioni di resine, sgocciolature, spruzzi di colle e vernici.<br \/>\nNell\u2019<em>hic et nunc<\/em>, <em>qui e ora<\/em> di un suo scatto, come attraversate da scosse elettriche, le sue creature femminili sono pervase da un <em>\u00e9lan vital<\/em>\u00a0 di ascendenza bergsoniana.<\/p>\n<p><em>Viana Conti, novembre 2017.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Opening: Sabato 2\u00a0 dicembre 2017 dalle 18.00 Periodo: 5 dicembre 2017 \u2013 3 febbraio 2018 Sede: VisionQuesT 4rosso contemporary photography, piazza Invrea 4r, 16123 Genova telefono:<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3784,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3988"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3988"}],"version-history":[{"count":13,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3988\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":4353,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3988\/revisions\/4353"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3784"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3988"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3988"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3988"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}