{"id":3247,"date":"2017-10-20T15:27:09","date_gmt":"2017-10-20T15:27:09","guid":{"rendered":"http:\/\/www.visionquest.it\/?p=3247"},"modified":"2018-10-20T14:22:44","modified_gmt":"2018-10-20T14:22:44","slug":"skin-deep","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/2017\/10\/20\/skin-deep\/","title":{"rendered":"SKIN DEEP"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-3247\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-3247-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-3247-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-3247-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>SKIN DEEP\u00a0<\/p>\n<p>Alessio DELFINO, Flor GARDUNO, Herb LIST,\u00a0Nicol\u00f2 PAOLI,\u00a0Ninni PEPE, Patrick WILLOCQ\u00a0<\/p>\n<p>Do I love you because you're beautiful,\u00a0<\/p>\n<p>or are you beautiful because I love you?\u00a0<\/p>\n<p>Richard Rodgers and Oscar Hammerstein II, Cinderella<\/p>\n<p>a cura di Clelia Belgrado<\/p>\n<p>Opening: gioved\u00ec 27 aprile, 2017 dalle 18.30\/ 28 aprile \u2013 3 giugno 2017<\/p>\n<p>Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova.\u00a0+39 010 2464203 - +39 335\u00a0 6195394<\/p>\n<p>dal martedi\u00a0 al sabato 15.00 \u2013 19.00 e su appuntamento\u00a0<\/p>\n<p>www.visionquest.it -\u00a0info@visionquest.it\u00a0<\/p>\n<p>Sir Thomas Overbury nel suo poema \u201cA Wife\u201d (1613) scriveva: All the carnal beauty of my wife is but skin-deep (tutta la bellezza carnale di mia moglie non \u00e8 che superficiale). Ma come affrontare il fascino eterno della carne e il modo in cui viene confuso con le questioni \u201csottocutanee\u201d, soprattutto per quanto riguarda quella parte del corpo pi\u00f9 inafferrabile: l'anima?<\/p>\n<p>Qual \u00e8 la ragione per cui vogliamo possedere un bel fiore al culmine della sua fioritura, se un giorno andr\u00e0 a perdere i suoi petali? Inseguiamo ephemeron a nostro rischio e pericolo. Fin dall'antichit\u00e0 abbiamo cercato di abitare un universo alternativo, consegnando e attribuendo alla bellezza superficiale caratteristiche funzionali ad un\u2019idea, come per esempio nel mondo greco e romano in cui la proporzione e l\u2019armonia erano non solo indice di bellezza, ma di bont\u00e0 e virt\u00f9. La kalokagath\u00eca infatti indicava nella cultura greca del V secolo a.C. l'ideale di perfezione fisica e morale dell'uomo. Cambiati i secoli e cambiati i canoni e le idee di bellezza, non ne sono cambiate le effimere qualit\u00e0, perch\u00e9 effimeri ne sono i canoni di valutazione.\u00a0<\/p>\n<p>SKIN DEEP non vuole essere un trattato, un'analisi dettagliata e profonda sull'estetica, nei significati attribuiti alla bellezza della carne, in particolare nell'arte, ma proporre l\u2019esplorazione, la pulsione desiderante di sei modalit\u00e0 dello sguardo scaturite da mondi e realt\u00e0 diverse, che sfiorano i corpi\u00a0 raccontandoci e raccontandosi le loro esperienze e i lori pensieri sul concetto di Bellezza.<\/p>\n<p>Herb List (Hamburg 1903-1975), uno dei massimi esponenti della fotografia metafisica nella quale rivers\u00f2 le influenze e le suggestioni di varie correnti artistiche, dal Classicismo alla Bauhaus, dal Surrealismo alla Pittura Metafisica, fino al Neorealismo italiano del dopoguerra. Il suo inconfondibile stile austero e magico allo stesso tempo, ricco di riferimenti artistici, ha influenzato intere generazioni di fotografi, imprigionando il corpo maschile nella libert\u00e0 pi\u00f9 assoluta, in un lirismo da neorealismo, in un vortice di bianchi e neri che ancora oggi dopo pi\u00f9 di settanta anni,\u00a0 hanno il potere di emozionare e farci parlare.\u00a0 Uno dei pi\u00f9 importanti esponenti della fotografia omoerotica, List ci ha lasciato immagini pure ed equilibrate, cariche di simbolismi e personali proiezioni positive, rimandi alla mitologia greca, con l\u2019intento di catturare la magia dell\u2019apparizione.\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-3253 alignright\" src=\"http:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/flor-garduno-2.jpg\" alt=\"\" width=\"259\" height=\"195\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/flor-garduno-2.jpg 259w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/flor-garduno-2-200x151.jpg 200w\" sizes=\"(max-width: 259px) 100vw, 259px\" \/>Flor Gardu\u00f1o (Mexico City 1957), carica di elementi e simbologie che appartengono alla natura, i corpi raffinati ed enigmatici delle sue figure femminili, come le grandi foglie, le calle bianche, la frutta, le piume, i pesci, stregando la vista e trattenendo una carica erotica che si immerge nella riflessione del rapporto dell'uomo con l'elemento naturale, come la ricerca di una fusione della nostra pelle con la natura, ricomponendo un legame perso o solo apparentemente sopito e una dimensione rappacificata col proprio corpo e il mondo.\u00a0 In Hoja Elegante, 1998 (foglia elegante) per esempio\u00a0 Gardu\u00f1o suggerisce il legame fra donna e natura: la grande foglia con la quale il corpo si copre sembra voler fondersi in un tutt'uno fino a farci chiedere dove finisce la grande foglia e inizia il corpo? Nella ricerca dell'eterno, o di un tempo senza tempo, la bellezza \u00e8 ancora umana o divina?\u00a0<br \/>Ninni Pepe, (Fasano di Brindisi, 1956)\u00a0 nell'immagini che fanno parte di \u201cThe Form's Machine\u201d, fotografa il suo stesso torso, il suo ventre, che grazie all\u2019imposizione delle mani assume diverse forme simboliche, nel tentativo, vano, di esorcizzare la decadenza del tempo, come,\u00a0 nelle\u00a0 parole di Denis Curti, a voler accogliere: \u201c.... il \u201cchaos\u201d, il \u201ccuore\u201d, la \u201ccroce\u201d e l\u2019\u201dinfinito\u201d come alcuni tra gli elementi che l\u2019autore mima e descrive con le sue stesse mani e la sua stessa pancia, donando loro nuova forma e significato. \u00c8 come se l\u2019ironia, il gioco e l\u2019immaginazione mettessero in scena gli amori e le ossessioni pi\u00f9 intime dell\u2019autore, quei concetti astratti che lo appassionano e lo affascinano cos\u00ec tanto da indurlo a realizzarne la rappresentazione simbolica, in prima persona, con uno stile fotografico altamente realistico e sintetico. Tutto allora si risolve sul corpo e attraverso il corpo, mentre la nudit\u00e0 rende ancor pi\u00f9 chiara l\u2019idea ispiratrice, depurandola da possibili contaminazioni e da possibili interferenze estetiche. In tal modo il sentimento dell\u2019uomo e dell\u2019artista si esprimono nella performance, senza filtri n\u00e9 mediazioni, mentre la macchina fotografica ne registra l\u2019immagine con la precisione di un nitido bianco e nero.\u201d\u00a0<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3261 alignleft\" src=\"http:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Willocq-WW-300x223.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"223\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Willocq-WW-300x223.jpg 300w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Willocq-WW-200x149.jpg 200w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Willocq-WW.jpg 661w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/>Patrick Willocq, (Strasbourg, 1969) nelle immagini di \u201cWale' Waleke\u201d, rende omaggio alla maternit\u00e0, la fertilit\u00e0 e femminilit\u00e0, osservando delle giovani madri, chiamate Wal\u00e9 (\u201cmadre primipara\") dei Pigmei Ekonda della Repubblica Democratica del Congo, nel momento in cui, finito l'isolamento di almeno un paio di anni dovuto alla nascita del primo figlio, le giovani madri ritornano al villaggio. Il rispettare vari tab\u00f9, soprattutto sessuali, fanno acquisire loro uno status simile a quello di un patriarca. La fine dell'isolamento \u00e8 caratterizzata da danze e canti rituali altamente codificati, che sono, di volta in volta, una creazione unica per ogni Wal\u00e9. Un rituale altamente competitivo che si basa sull\u2019acquisire pi\u00f9 prestigio e potere rispetto agli avversari e aumentare l'onore della famiglia. Quando una giovane madre diventa Wal\u00e9 acquisisce un soprannome che la differenzia dalle sue rivali e la posiziona agli occhi della comunit\u00e0. Ogni giorno la giovane donna si prepara a un\u2019elaborata toilette volta a focalizzare l'attenzione di tutti su di lei. Una miscela di polvere rossa di legno ngola con olio di palma, che spalma a coprire il proprio corpo\u00a0 insieme alle acconciature sofisticate, fatte di cenere, foglie bopokoloko e olio di palma, sono il modo per le donne Wal\u00e9 di ostentare la loro superiorit\u00e0, bellezza e la loro unicit\u00e0.<\/p>\n<p>Alessio Delfino, (Savona 1976) con la composizione di 5 opere tratte dal nuovo progetto ex tenebris lux continua a proporci il suo indissolubile legame con la \u201cscrittura della luce\u201d, con la fotografia come una parte di s\u00e9, da quando ragazzo, in camera oscura, dosava filtri e diaframmi o modulava sensibilmente il preciso movimento delle standarde del banco ottico. In questi nudi corpi sospesi, levigati e perfetti, avvertiamo qualcosa di sacro. Veniamo alla luce e ce ne andiamo quando questa nostra luce si spegne. Pu\u00f2 tutto ci\u00f2 essere raccontato in un\u2019immagine scritta dalla luce? Possiamo raccontare quell\u2019istante in cui il buio cala e la nostra luce ascende, attratta forse da una nuova e pi\u00f9 forte luminosit\u00e0? Pu\u00f2 una fotografia racchiudere la morte e la vita nello stesso istante?\u00a0 Si pu\u00f2 raccontare questo passaggio con la diafana purezza di un corpo, venuto nudo alla luce e destinato, con grande dignit\u00e0, a spegnersi, spoglio di ogni inutile segno del transito su questa terra? Come nell\u2019eterno avvicendarsi del ciclo delle stagioni, cos\u00ec l\u2019ascesa di un corpo dalle tenebre alla luce si fa epifania nell\u2019 immagine dell\u2019artista.<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-medium wp-image-3251 alignright\" src=\"http:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Delfino-EX-TENEBRIS-1-300x300.jpg\" alt=\"\" width=\"300\" height=\"300\" srcset=\"https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Delfino-EX-TENEBRIS-1-300x300.jpg 300w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Delfino-EX-TENEBRIS-1-100x100.jpg 100w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Delfino-EX-TENEBRIS-1-768x767.jpg 768w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Delfino-EX-TENEBRIS-1-1024x1022.jpg 1024w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Delfino-EX-TENEBRIS-1-200x200.jpg 200w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Delfino-EX-TENEBRIS-1-1600x1600.jpg 1600w, https:\/\/www.visionquest.it\/wp-content\/uploads\/2017\/10\/Delfino-EX-TENEBRIS-1-600x600.jpg 600w\" sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/><\/p>\n<p>Nicol\u00f2' Paoli (Mirandola, MO 1980) riprende corpi femminili rivalutandone i volumi e il divenire temporale attraverso tecniche di stampa e di produzione, come l'uso di superfici metalliche, di materiali e resine estranei alla consuetudine della fotografia. L'inarrestabile ossidazione, la reazione chimica, gli affioramenti della ruggine, le incrostature e sgocciolature di colle e vernici sulla pelledell'immagine, sul corpo, ne modificano la superficie e l'intento originario. Se la fotografia \u00e8 fissare, cristallizzare l\u2019attimo, Paoli sembra volerne ribaltare la natura, contrastando l'aspirazione all'immortalit\u00e0 che ogni artista destina alle proprie opere, consegnandole al tempo.\u00a0<\/p>\n<p>Nel suo divenire lento, ma progressivo, il corpo\u00a0 modifica forma, apparenza, efficienza.\u00a0 Come un fiore perde, inevitabilmente, i suoi petali, cos\u00ec un corpo sboccia e, nel tempo, sfiorisce. Inseguire le seduzioni di ephemeron non ha senso quando la bellezza \u00e8 profonda quanto la nostra pelle... ma continuiamo a perseguirla, forse perch\u00e9 le possibilit\u00e0' di vedere, contemplare e godere insite nell'arte, restano fruibili da chiunque, lasciando aperta l'opportunit\u00e0 a nuove interpretazioni, a nuove declinazioni dell'opera stessa: il valore sociale della Bellezza,\u00a0 va oltre la superficie, \u00e8 attribuibile insieme all\u2019individuo e alla collettivit\u00e0, al soggetto e all\u2019oggetto, all\u2019uomo e alla natura, in quell'incessante ricerca di dare un significato alla nostra breve esistenza.\u00a0<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><div id=\"pg-3247-1\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-3247-1-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-3247-1-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child panel-last-child\" data-index=\"1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>SKIN DEEP\u00a0Alessio DELFINO, Flor GARDUNO, Herb LIST,\u00a0Nicol\u00f2 PAOLI,\u00a0Ninni PEPE, Patrick WILLOCQ\u00a0Do I love you because you&#8217;re beautiful,\u00a0or are you beautiful because I love you?\u00a0Richard Rodgers and<\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":3283,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3247"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=3247"}],"version-history":[{"count":15,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3247\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":5278,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/3247\/revisions\/5278"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/3283"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=3247"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=3247"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=3247"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}