{"id":1461,"date":"2010-05-07T09:10:10","date_gmt":"2010-05-07T09:10:10","guid":{"rendered":"http:\/\/www.visionquest.it\/?p=1461"},"modified":"2017-10-19T16:28:56","modified_gmt":"2017-10-19T16:28:56","slug":"vasco-ascolini-alessandra-vinotto","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/2010\/05\/07\/vasco-ascolini-alessandra-vinotto\/","title":{"rendered":"VASCO ASCOLINI, ALESSANDRA VINOTTO <br> LE TRACCE DELLA SCENA"},"content":{"rendered":"<div id=\"pl-1461\"  class=\"panel-layout\" ><div id=\"pg-1461-0\"  class=\"panel-grid panel-no-style\" ><div id=\"pgc-1461-0-0\"  class=\"panel-grid-cell\" ><div id=\"panel-1461-0-0-0\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-first-child\" data-index=\"0\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<h2 style=\"text-align: center;\">7 maggio -\u00a06 giugno 2010<\/h2><p>\u00a0<\/p><\/div>\n<\/div><\/div><div id=\"panel-1461-0-0-1\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor\" data-index=\"1\" ><div class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-1461-0-0-1\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t><h3 class=\"widget-title\">Scheda tecnica<\/h3>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p><strong><em>Vasco Ascolini<br \/>Alessandra Vinotto<\/em><\/strong><\/p>\n<p><strong>\u201cLE TRACCE DELLA SCENA<br \/>\u00a0due percorsi sul teatro\u201d<\/strong><\/p>\n<p><strong>Curatrice:<\/strong> Clelia Belgrado<br \/><strong>Inaugurazione:<\/strong>\u00a0 gioved\u00ec 6 maggio 2010, dalle 18.00 alle 21.00<br \/><strong>Periodo: <\/strong>\u00a0 7 maggio 2010 - 6 giugno 2010<br \/><strong>Sede: <\/strong>\u00a0 VISIONQUEST gallery Piazza Invrea 4 r, 16123 Genova<br \/><strong>Tel.:<\/strong> +39 339 7534993, +39 010 2468771<br \/><strong>Orario:<\/strong> dal mercoled\u00ec al sabato\u00a0 15.30 \u2013 19.30 \u00a0 <br \/>e su appuntamento (tel. +39 3397534993)<br \/><strong>Sito web<\/strong>: \u00a0\u00a0<a href=\"http:\/\/www.visionquest.it\/\">www.visionquest.it<\/a><br \/><strong>Informazioni e-mail:<\/strong>\u00a0\u00a0 <a href=\"mailto:info@visionquest.it\">info@visionquest.it<\/a><\/p>\n<p><strong>Vasco ed Alessandra saranno presenti all'inaugurazione<\/strong><\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-1461-0-0-2\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor\" data-index=\"2\" ><div class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-1461-0-0-2\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t><h3 class=\"widget-title\">Comunicato stampa<\/h3>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p>Per <strong>Vasco Ascolini <\/strong>frammenti di figure investite dalla luce e bui impenetrabili. Bianchi puri e neri profondissimi da cui emergono\u00a0 dettagli capaci di significare il tutto e che offrono una rilettura dettata dalle emozioni suscitate dallo spettacolo che rappresentano <br \/>Per <strong>Alessandra Vinotto<\/strong> il bianco e nero, tra tutti i colori: \u201ci soli capaci\u00a0 di restituire la verit\u00e0 del personaggio che si muove sul palcoscenico: i dettagli dello sguardo,\u00a0 le note dello spirito,le modulazioni del pensiero, le lievi tortuosit\u00e0 animali\u201d.<br \/>Entrambi, in questa mostra concepita da Clelia Belgrado per VisionQuest, ci mostrano tracce di vita teatrale colte sulla scena che i loro obiettivi hanno reso visibili.\u00a0 <br \/>\u201cLa responsabilit\u00e0 di creare equilibrio, suscitare emozioni e sollevare quesiti anche razionali\u201d, ecco i sentimenti che animano <strong>Vasco Ascolini<\/strong> quando in camera oscura si accinge a creare immagini che metteranno chi guarda in condizione di \u201cvedere\u201d. I dettagli strappati al buio che lo caratterizzano e che hanno il potere di mostrare pi\u00f9 di quanto farebbe una forma intera sono \u201cminimi particolari di corpi o di statue...di architetture, di presenze che non esistono se non nel mio mondo interiore quando manipolo, ancora in camera oscura, frammenti di negativi per creare altri frammenti su carta sensibile, sui sali\u00a0 d'argento. Quando, a distanza di giorni o di settimane e mesi dall'avere terminato la messa in carta, riprendo in\u00a0 mano quanto ho stampato mi accorgo di avere quasi dimenticato il percorso fatto per arrivare al risultato finale. Ci\u00f2 che mi stupisce e pi\u00f9 mi lascia\u00a0 pensoso \u00e8 la grande quantit\u00e0 del nero che cela il silenzio, l'infinito, la speranza e\u00a0 la paura. Il nero portatore di inquietudine ma anche colore del sublime\u201d. La realt\u00e0, che prende forma attraverso il suo obiettivo e nella camera oscura diventa tale, per chi guarda una sua fotografia, solo dopo averla vista con i suoi occhi e spesso contiene la \u201cverit\u00e0\u201d che restituisce al marmo la propriet\u00e0 della carne.\u201cCostruisco le mie immagini, al sessanta per cento. in\u00a0 camera oscura ed \u00e8 la che avviene, spesso, ma\u00a0 non sempre, la metamorfosi del marmo, della pietra e di\u00a0 altri minerali in \"carne\" cos\u00ec come la carne di danzatori e mimi diventa minerale. E' gi\u00e0 nella scelta del\u00a0 negativo, dell'esposizione, dei chimici, dei tempi, del modo di aggirare ed ingannare la \"gestualit\u00e0\"\u00a0 dell'apparecchio fotografico che queste metamorfosi iniziano e la tecnica, che in questo caso \u00e8 al servizio della\u00a0 creativit\u00e0, diventa indispensabile\u201d. <br \/>Per <strong>Alessandra Vinotto,<\/strong>\u00a0 che in questa mostra espone\u00a0 foto di spettacoli teatrali la\u00a0 cui costante \u00e8 una forte dimensione onirica, fotografare \u00e8 \u201ccogliere certe improvvise apparizioni che affido alla memoria eternate nello spazio di un fotogramma\u201d. Di fronte ad un interprete, tra le quinte o davanti alla\u00a0 scena, con la sua macchina fotografica, Alessandra Vinotto cerca la comunicazione che trapela dai gesti e l\u2019intenzione\u00a0 celata oltre il visibile. Vasco Ascolini, che\u00a0 nella vita ha incontrato solo 2 anni fa, con le sue fotografie teatrali scoperte quando era ancora giovanissima, ha in realt\u00e0 tracciato il suo percorso professionale\u00a0 determinando le scelte che l\u2019avrebbero portata ad \u201ceternare il passaggio che porta l\u2019attore ad essere spettatore di se stesso cristallizzando l\u2019attimo corrispondente al suo mutamento di stato\u201d. Il teatro vissuto come \u201c luogo dell\u2019effimero e immateriale in cui ci\u00f2 che faccio in modo istintuale quando scatto \u00e8 riprendere il gesto successivo, quello gi\u00e0 annunciato ma non ancora accaduto, quello ancora perso nel labirinto interiore di chi recita\u201d.\u00a0 Di se racconta: Cerco di cogliere le infinite declinazioni del sentire, la pluralit\u00e0 di gesti e significati che ogni\u00a0 rappresentazione porta in s\u00e9 e cela agli sguardi distratti\u201d. Ma fotografare il teatro non le basta: \u201cil teatro va annusato, divorato, metabolizzato, profondamente vissuto\u201d. E\u2019 questa sua passione a consentirle di\u00a0 produrre \u201dscatti pi\u00f9 vicini al simbolo che alla documentazione, capaci di mostrare istanti trafugati alle movenze dell\u2019anima\u201d.<\/p>\n<p><em>Ginni Gibboni<\/em><\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><div id=\"panel-1461-0-0-3\" class=\"so-panel widget widget_sow-editor panel-last-child\" data-index=\"3\" ><div class=\"panel-widget-style panel-widget-style-for-1461-0-0-3\" ><div\n\t\t\t\n\t\t\tclass=\"so-widget-sow-editor so-widget-sow-editor-base\"\n\t\t\t\n\t\t><h3 class=\"widget-title\">Biografie<\/h3>\n<div class=\"siteorigin-widget-tinymce textwidget\">\n\t<p><strong>Vasco Ascolini<\/strong><\/p>\n<p>Nasce a Reggio Emilia nel 1937, dal \u201973 al \u201990 \u00e8 stato il fotografo ufficiale del Teatro Municipale \u201cRomolo Valli\u201d di Reggio Emilia: durante questa esperienza ha intrapreso un confronto tra il linguaggio fotografico e quello teatrale, concentrandosi sul movimento dei corpi, sulla danza e la mimica. Dalla met\u00e0 degli anni \u201980 si dedica all\u2019architettura e alla statuaria storica: sintesi, equilibrio positivo, tagli inattesi e, soprattutto, neri profondi e assoluti, sono le cifre distintive di A. che ha operato, su incarico del Ministero della Cultura francese (Versailles, Tuileries, Parc Royal, St. Cloud, Museo del Louvre, Museo Rodin). Fra le pubblicazioni: <em>Il segreto della citt\u00e0<\/em>, a cura di A. Palazzi, (2003, con testi inediti di J.Le Goff e P.Sorlin, Mantova). Fra le mostre: Istituti Italiano di Cultura, a cura di A. Gio\u00e8 (personale, 2004, Il Cairo); <em>D\u2019apres l\u2019Antique (<\/em>Louvre, Parigi, 2000), <em>La Vertigine dell'Ombra <\/em>2007, Palazzo Magnai Reggio Emilia, Ed. SKIRA 2007<\/p>\n<p><strong>Alessandra Vinotto<\/strong><\/p>\n<p>Esordisce giovanissima nei primi anni novanta come fotografa di teatro, affermandosi in seguito come ritrattista e reporter di viaggi.\u00a0 Le sue foto sono state pubblicate da numerosi quotidiani e riviste italiani ed esteri, fra i quali Vogue, Marie Claire, Herald Tribune, opera Actual, Shots, Carnet, Amica, Gulliver, Ville e Giardini, Musica, Amadeus.\u00a0 Le sue immagini sono state utilizzate per illustrare libri e cataloghi di scrittori, poeti e artisti.\u00a0 Ha all\u2019attivo sedici mostre personali e trentadue mostre collettive nazionali ed internazionali.\u00a0 <br \/>Sin dall\u2019inizio della sua attivit\u00e0 di fotografa porta avanti un lavoro di ricerca personale sul linguaggio corporeo, tramite il ritratto, l\u2019autoritratto e le foto ricreate in studio con modelli e modelle.<br \/>Negli ultimi anni si \u00e8 avvicinata al mondo del videoclip e della video arte, esordendo come art director nel 2007 a fianco del regista Francesco Rotunno.<\/p>\n<\/div>\n<\/div><\/div><\/div><\/div><\/div><\/div>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>7 maggio &#8211;\u00a06 giugno 2010\u00a0 Vasco AscoliniAlessandra Vinotto\u201cLE TRACCE DELLA SCENA\u00a0due percorsi sul teatro\u201dCuratrice: Clelia BelgradoInaugurazione:\u00a0 gioved\u00ec 6 maggio 2010, dalle 18.00 alle 21.00Periodo: \u00a0 7<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"_acf_changed":false,"footnotes":""},"categories":[7],"tags":[],"acf":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1461"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1461"}],"version-history":[{"count":9,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1461\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":3198,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1461\/revisions\/3198"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1461"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1461"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.visionquest.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1461"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}